Comunicato stampa
Sabato 19 dicembre, presso il Palazzo Valentini, sede della Provincia di
Roma, l’Associazione Diritto al Futuro ha annunciato l’inizio della fase
stragiudiziale della vertenza con la quale il Gestore del Servizio
Elettrico, l’Enel e altre società distributrici di energia saranno chiamate
in giudizio dai cittadini utenti. Erano presenti gli avvocati
dell’Associazione e molte delegazioni di Diritto al Futuro provenienti da
tutte le regioni italiane, che in questi mesi si sono prodigate nella
raccolta delle adesioni.
A seguito del raggiungimento di una quota cospicua di adesioni alla
vertenza, l’Associazione ha inviato alle controparti richiesta di
restituzione di una quota della bolletta elettrica (indicata come tariffa
A3) che gli utenti hanno versato alle società distributrici di
energia elettrica, e contestualmente al GSE, dal 2001 a oggi.
Il motivo della richiesta risiede nel fatto che a beneficiare di tale
prelievo – per il quale ogni utente italiano paga mensilmente un
sovrapprezzo di circa il 7% - non sono state soltanto le energie
rinnovabili, come sancisce una disposizione dell’Unione Europea, ma anche gli
inceneritori e la produzione di energia da fonti “assimilate” alle
rinnovabili.. Tutto ciò in violazione della direttiva CE77/2001, del D. Lgs
387/2003 e della Legge 286/2006.,
L’Associazione Diritto al Futuro ha annunciato che darà un termine alle
controparti entro il quale dovranno rispondere e/o restituire il maltolto.
Nel caso di inadempimento si adiranno le competenti autorità giudiziarie.
Info: Associazione Diritto al Futuro
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