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Maggio 28th, 2012 by pier felice in Inceneritori, Rifiuti Zero, TORCIA AL PLASMA

FACCIAMO IL PUNTO ZERO

E’ più di 15 anni che in Italia il movimento Non bruciamoci il Futuro sta macinando iniziative a tutti i livelli. Dal 2001 questo movimento prima NOINC si è trasformato in Movimento Rifiuti Zero dando vita, a partire dal 2004, alla “Rete Nazionale Rifiuti Zero”. Erano quelli gli anni del lancio virulento della “termovalorizzazione” che nelle intenzioni dei Governi nazionali avrebbe dovuto arrivare a trattare circa il 30% del totale dei rifiuti italiani. Si erano previsti almeno 50 nuovi impianti e molti di più erano in realtà “pianificati” dalle province e dalle regioni. Ad oggi possiamo dire che non solo la “trappola” della “termovalorizzazione” non è passata ma che ormai è stata in larga parte sconfitta.

Lo possiamo dire, ovviamente senza che questo debba significare sottovalutazione di ciò che resta di quell’imbroglio, in base a dati eclatanti: i 4 inceneritori di Cuffaro sconfitti in Sicilia, i 2 inceneritori esistenti della provincia di Lucca con il caso clamoroso dell’inceneritore di Pietrasanta di Veolia “beccato” mentre “taroccava” i dati (all’epoca la gestione era ancora di TEV) chiusi definitivamente, l’inceneritore di Messina “sprangato” perché privo di recupero energetico, l’inceneritore di Scarlino chiuso dal TAR e recentemente l’impianto Marcegaglia di Modugno sconfitto definitivamente, l’inceneritore chiuso di Reggio Emilia perché “inutile” alla luce dei risultati delle RD, la chiusura (anche se formalmente provvisoria) del Gassificatore di Malagrotta ma soprattutto il risultato delle elezioni di PARMA che sbarra la strada all’inceneritore ENIA dimostrano che gli inceneritori in Italia non sono riusciti a passare. Ormai gli impianti di incenerimento (riferiti agli RSU) si sono ridotti al di sotto del numero dei 50 e il loro numero è destinato a diminuire perché molti di essi dovrebbero essere sottoposti a revamping costosissimi (Vercelli, Pisa).

Naturalmente abbiamo subìto anche delle sconfitte la più cocente delle quali ad ACERRA dove il megampianto è riuscito a partire. Nel contempo alcuni raddoppi sono stati realizzati a Forlì, Ferrara, Modena ma anche in queste situazioni la situazione può essere ancora rovesciata dai movimenti locali. Infatti alcuni fattori hanno giocato a sfavore di questi impianti di “industria sporca“: non solo la loro percepita impopolarità ma anche il venir meno degli incentivi dei CIP6 e dei “certificati verdi” che hanno posto in difficoltà l’industria “assistita” del settore che trovandosi priva di fatto dei sussidi (anche se questi impianti “godono” ancora di incentivi per bruciare la parte biodegradabile dei RSU-incentivi comunque meno consistenti dei precedenti) arranca pur mantenendo alti livelli di scontro.

Anche l’effetto collaterale della crisi che riduce via via i consumi e quindi i rifiuti sta avendo risultati devastanti per chi per realizzare nuovi impianti prevedeva aumenti esponenziali degli scarti. Altro fattore macroscopico che ha sbarrato la strada all’incenerimento è stato il diffondersi delle buone pratiche di riduzione e di rd che ha assunto un ruolo ancor più detonante con il moltiplicarsi dei comuni “Rifiuti Zero” a partire dalla “visibilità” assunta dal comune capofila di questo percorso: CAPANNORI. La stessa crisi di Napoli non certo ancora risolta ma a cui ha corrisposto una energica “rivolta civile” ed amministrativa ha contribuito ad aprire nuovi spazi impensabili agli inizi degli anni 2000.

Certo, rimangono conflitti locali molto forti dall’esito ancora incerto come a FIRENZE, a TORINO, a MASSAFRA (TA) ad ALBANO (RM) ed in altre parti d’Italia (Trento, Genova ecc.) ma qui, come si suol dire ce la giochiamo anche alla luce dei nuovi “venti” che spirano dall’Europa. Infatti è questo un nuovo fattore che può fare la differenza per chiudere la partita con la “termovalorizzazione” e con il “partito trasversale” che ha fatto “carte false” per sostenerla. L’Europa, a ritmo incalzante e soprattutto per effetto della crisi sta premendo (vedi risoluzione dell’Europarlamento del 20 aprile e ancor più recenti documenti) per vietare entro il 2020 la combustione (e la messa in discarica) di tutto ciò che negli scarti é riciclabile e compostabile (questo di fatto è una sorta di messa al bando seppur graduale dell’incenerimento).

La svolta è maturata per motivi economici visto l’impennata dei prezzi di metalli, dei polimeri e dei materiali cartacei di cui pur in un quadro di prevedibili fluttuazioni appare destinata ad attestarsi sul medio e lungo periodo. L’Europa sta capendo che gli scarti costituiscono una sorta di “miniera urbana” a cui viene riconosciuta la potenzialità attraverso lo sviluppo di un’industria del riciclo, di volano per l’uscita dalla crisi e ragione di milioni di posti di lavoro. Non è un caso che lo stesso governo danese cominci a parlare un linguaggio autocritico per aver forse esagerato arrivando ad incenerire circa il 65% dei propri rifiuti.

A questa svolta che potrebbe essere decisiva hanno però lavorato anche le battaglie nazionali ed internazionali del movimento Zero Waste che ha trovato in Italia terreno fertile portando al momento (ma questi dati sono destinati a crescere) oltre due milioni di cittadini italiani ad essere operativamente coinvolti in questo percorso attraverso l’adesione formale di circa 80 comuni a questa strategia che come detto si è andata ad innestare ad una diffusa rete di buone pratiche (provincia di Treviso, Novara poi Salerno) radicate ormai fino in Sardegna, Puglia, Calabria e Sicilia.

Il movimento italiano Rifiuti Zero non è più quello che si costituì nel 2004 ad Acerra. Non è fatto solo da Comitati ed associazioni. Esso è portato avanti in prima persona da Comuni e da Associazioni nazionali come ANPAS che non a caso stanno strutturandosi nell’associazione nazionale delle comunità verso Rifiuti Zero. Questo non vuol dire affatto che sia esaurito il ruolo “pionieristico” della Rete Nazionale Rifiuti Zero dal quale almeno largamente deriva la crescita del ruolo dello Zero Waste in Italia e dei Comitati ed Associazioni locali dei cittadini il cui ruolo rimane importantissimo. Vuol dire che bisogna però prendere atto di una fase nuova enormemente più ricca in cui tante battaglie sono state vinte ed in cui parlare un linguaggio propositivo (senza per questo dismettere il sacrosanto esercizio del “conflitto”) diventa necessario per attrarre ulteriormente settori sociali, economici ed amministrativi.

Un ruolo determinante nell’aprire questa fase l’hanno esercitato il carattere internazionale di Rifiuti Zero che con il prof. PAUL CONNETT chiamato frequentemente in Italia dall’ass. Ambiente e Futuro ha portato quasi in tempo reale nelle situazioni locali più “sperdute” i messaggi globali derivanti da nuove acquisizioni e “brucianti” informazioni legate a “vittorie” e/o risultati raggiunti nelle più disparate parti del pianeta a cui le battaglie italiane (grazie anche al ruolo di GAIA-Global Alliance for Incinerators Alternatives e di ZWIA-Zero Waste Alliance) sono state spessissimo connesse (basti pensare all’incontro internazionale di ZWIA proprio a Napoli nel 2009).

La stessa pubblicazione del libroRifiuti Zero: una rivoluzione in corso” (Ed. Dissensi) sigilla e fotografa quanto fatto e quanto ancora da fare. Adesso, detto in termini sintetici, occorre puntare a coinvolgere la responsabilità estesa dei produttori. Occorre costringere le imprese a farsi sempre più carico della insostenibilità del monouso e di molti loro prodotti (vedi l’esempio eclatante delle capsule del caffè sollevato dal Centro di Ricerca Rifiuti Zero del comune di Capannori) perché se le RD più la riparazione/riuso possono portare in poco tempo a meno del 25% gli scarti residui da trattare (comunque senza nessun trattamento termico compreso i cementifici e “camuffate” centrali a biomasse) questi devono essere messi in carico a chi li ha prodotti iniziando una riprogettazione delle merci immesse sul mercato dei consumi.

E’ bello esser riusciti a spingere la palla fino qui… Altri goal ci attendono. La Zero Waste Italy insieme a tutti coloro che vogliono esser parte di questa “storia salita dalle comunità” lavora per questo.

ZERO WASTE ITALY - Rossano Ercolini, Patrizia Lo Sciuto

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DAL LAZIO ANCORA 5 COMUNI ADERISCONO ALLA STRATEGIA RIFIUTI ZERO…E SIAMO A 66!

Dicembre 9th, 2011 by pier felice in Rifiuti Zero, TORCIA AL PLASMA

Ecco i 5 comuni rifiuti zero:

Bassano (VT) ab. 1319

Gallicano (RM) 6058

Rignano Flaminio (RM) 9790

Capranica (VT) 6673

Tivoli (RM) 56531 ab

la popolazione complessiva dei 66 comuni aderenti alla strategia rifiuti zero

è di 2.098.742 abitanti

Il comunicato stampa della Zero Waste Lazio

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Comunicato stampa da Trapani:No alla centrale a biomassa a Calatafimi-Segesta: è un inceneritore camuffato sotto mentite spoglie


VERSO RIFIUTI ZERO NEL LAZIO: la Rete “ ZERO WASTE LAZIO” INVITA AD ADERIRE ALLA MANIFESTAZIONE

Ottobre 21st, 2011 by pier felice in Rifiuti Zero, TORCIA AL PLASMA

APPELLO per la MANIFESTAZIONE A ROMA 5 NOVEMBRE

ULTIM’ORA: ANPAS NAZIONALE ADERISCE ALLA MANIFESTAZIONE


PARTE LA SFIDA DI RIFIUTI ZERO A NAPOLI

Ottobre 3rd, 2011 by pier felice in Rifiuti Zero, TORCIA AL PLASMA


Oggi, nel corso di una conferenza stampa affollata il sindaco e il vicesindaco di Napoli alla presenza di PAUL CONNETT hanno reso noto di aver approvato (in data giovedi’ 29 settembre) con specifica delibera l’adesione ufficiale al “protocollo rifiuti zero 2020″. E’ un passaggio “rivoluzionario” che certo non privo di difficoltà ed anche di criticità SEGNA PERO’ UNA SVOLTA RIVOLUZIONARIA NELLA DEFINIZIONE DI UN NUOVO CORSO DEMOCRATICO, PARTECIPATO E CONSAPEVOLE relativamente (e non solo) alla gestione dei rifiuti. Per 10 anni la Rete Italiana Rifiuti Zero (anche quando non aveva assunto questo nome) ha lavorato insieme a GAIA INTERNAZIONALE E A ZWIA affichè la “crisi drammatica di Napoli divenisse una grande opportunità per tutta la società civile campana. Ricordiamo la grande conferenza della Zero Waste International Alliance tenutasi proprio a Napoli nel febbraio 2009 proprio per dimostrare che Napoli a fronte di una nuova leadership politica avrebbe potuto seguire una “via virtuosa” a dispetto di 15 anni di deliberata assenza di gestione dei rifiuti (operata con i commissariamenti e con gli intrighi Bassolino/Berlusconi che avevano portato alla riduzione del problema a “questione militare” sospendendo le prerogative democratiche delle società civile e delle stesse istituzioni locali). Oggi, per merito di una nuova classe politica coraggiosa e attenta alle istanze della società civile, Napoli, insieme a molti comuni dell’area Vesuviana (molti dei quali hanno già aderito a RZ) i semi coltivati in dieci anni stanno dando risultati straordinari. Certo, questo non vuol dire che di colpo scomparirano i problemi e le difficoltà ma il passo di oggi APPARE COME UN PATTO ED UNA PROMESSA che non mancherà di proporre risultati operativi anche a breve termine. un grazie particolare a PAUL CONNETT NON A CASO VOLUTO DALLA NUOVA AMMINISTRAZIONE DE MAGISTRIS/ SODANO A “SIGILLARE” L’AVVENIMENTO E A PRESIEDERE L’OSSERVATORIO VERSO RIFIUTI ZERO chiamato a monitorare il percorso verso il raggiungimento di ZW. Per quanto ci riguarda abbiamo fornito e forniremo la nostra massima collaborazione consapevoli DELLA ESALTANTE SFIDA CHE PARTE PROPRIO CON OGGI.
Rossano Ercolini (co-coordinatore della Zero Waste Italy)

delibera rifiuti zero_Napoli

Lettera Di Paul Connett A Rick Antony Presidente della Zero Waste International Alliance

Comunicato Stampa - Rete dei Comitati vesuviani (Zero Waste Italia)


NUOVE ADESIONI A RIFIUTI ZERO

Marzo 30th, 2011 by pier felice in Rifiuti Zero, TORCIA AL PLASMA, Viabilità

Il Comune di Villa Verde in provincia di Oristano approva la DELIBERA RIFIUTI ZERO: quello che fu il primo drappello dei coraggiosi sta diventando un folto gruppo. A breve arriveranno anche altre adesioni in area vesuviana e nelle Marche. Insomma il brand rifiuti zero tira…” ________________________________________________________________________________________________

IL COMUNE DI MASSAROSA ADERISCE ALL’UNANIMITA’ ALLA STRATEGIA RIFIUTI ZERO (ora siamo a 26!)
Il comune di Massarosa in provincia di Lucca ha approvato la DELIBERA RIFIUTI ZERO. Ora siamo a 27 comuni ma altri nell’area vesuviana e nelle Marche stanno per aderire.
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Intanto la CGIL appoggia la chiusura definitiva dell’inceneritore di Pietrasanta (chiuso dalla Magistratura dal luglio 2010) ed aderisce alla strategia rifiuti zero.
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Inoltre vari comuni nell’area vesuviana hanno attivato la procedure per aderire al “protocollo rifiuti zero”. non male…visto che i soliti scettici affermavano che rifiuti zero…non era proponibile! Forse… LORO NON SONO PROPONIBILI!
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Rossano Ercolini, Rete Italiana Rifiuti Zero
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QUESTI SONO GLI ARTICOLI DI OGGI DELLA NAZIONE E DEL TIRRENO RIGUARDO MASSAROSA E LA PRESA DI POSIZIONE DELLA CGL

Ottobre 24th, 2010 by pier felice in Rifiuti Zero, TORCIA AL PLASMA

” Mentre l’Europa bacchetta il Governo italiano sulla situazione dei rifiuti in Campania gestita da Berlusconi e Bertolaso a colpi di manganello contro i manifestanti di Terzigno

L’ANPAS CAMPANA ADERISCE UFFICIALMENTE ALLA STRATEGIA RIFIUTI ZERO E PROCLAMA PER IL 25 NOVEMBRE UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE A CUI INTERVERRANNO PAUL CONNETT E LA RETE ITALIANA RIFIUTI ZERO.

Si tratta di una importante novità che ancora una volta dimostra, pur in mezzo al “disastro campano” la vitalità della societa civile che non si arrende ed individua nel modello rifiuti zero l’unica via per uscire dal tunnell”.

Rossano Ercolini, ZWIA  ITALIA

scarica il documento qi sotto

ANPAS CAMPANA ADERISCE A RIFIUTI ZERO


AMBIENTEFUTURO NEWS, 6 APRILE 2010: TUTTI A PARMA IL 16-17 APRILE…

Aprile 6th, 2010 by pier felice in CIP 6, Inceneritori, Rifiuti Zero, TORCIA AL PLASMA

TUTTI A PARMA IL 16-17 APRILE PER ABBATTERE IL MURO DELL’INCENERIMENTO E PER APRIRE LA STRADA A RIFIUTI ZERO

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TRADUZIONE E IMMAGINI LAVORO SCIENTIFICO DEL DOTTOR VYVIAN HOWARD

“PARTICULATE EMISSIONS AND HEALTH”

“EMISSIONI DI PARTICOLATI E SALUTE UMANA”


Parma Issues Notice of Big Demonstration


AMBIENTEFUTURO NEWS, 12 GENNAIO 2010

Gennaio 12th, 2010 by pier felice in Rifiuti Zero, TORCIA AL PLASMA

IL PROGRAMMA DEFINITIVO DELLO WEEK END RIFIUTI ZERO DI CAPANNORI

QUELLA IN SICILIA CONTRO I QUATTRO MEGAINCENERITORI E’ UNA GRANDE BATTAGLIA VINTA: ORA LA STRADA VERSO RIFIUTI ZERO PUO’ ESSERE APERTA

Piano Regionale Rifiuti: renderlo pubblico è segno di democrazia

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TUTTE LE TAPPE DEL TOUR DI PAUL CONNETT


“INFORMAZIONI E DOCUMENTI NEWS UTILI DA CONDIVIDERE”

Dicembre 1st, 2009 by pier felice in Inceneritori, Rifiuti Zero, TORCIA AL PLASMA

ALL PRESENTATIONS FROM ZWIA INTERNATIONAL MEETING -TUTTE LE PRESENTAZIONI DELL\'INCONTRO MONDIALE RIFIUTI ZERO

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AUMENTA IL DRAPPELLO DEI COMUNI ITALIANI CORAGGIOSI E LUNGIMIRANTI: COLORNO ( PARMA) ADOTTA UFFICIALMENTE LA STRATEGIA RIFIUTI ZERO.

dal sito www.comunivirtuosi.org

Dopo Capannori (LU) anche Colorno (PR) aderisce formalmente alla Strategia Internazionale “Rifiuti Zero”, in linea con quanto proposto dall’Associazione dei Comuni Virtuosi a tutti i suoi comuni iscritti. Colorno è da tempo impegnato sul tema dei rifiuti ed è intervenuto concretamente sui due livelli possibili e attuabili per un ente locale, introducendo da una parte il sistema di raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta, dall’altra attivando progetti concreti per la riduzione a monte della produzione degli stessi. Il Comune si è ormai stabilizzato ad una percentuale di differenziata del 70%, e intende (anche con l’adozione della delibera di consiglio) migliorare i risultati fin qui conseguiti avvicinandosi in breve tempo alle eccellenze della stessa Capannori (LU), Ponte nelle Alpi (BL), Mercato San Severino (SA), Pettorano sul Gizio (AQ), e altri ancora. Acqua del sindaco nelle mense scolastiche, detersisi e prodotti alla spina, latte crudo, pannolini lavabili, mercatini dell’usato e del baratto, mercati contadini, ecc. Tutti questi ed altri progetti sono le azioni messe in campo in questi anni dai comuni virtuosi, che il consiglio comunale di Colorno si impegna a potenziare nei prossimi mesi. Il Consiglio comunale è stato convocato per lunedì 30 novembre alle ore 18.30, nei prossimi giorni pubblicheremo la delibera di adesione nel caso che altri comuni italiani vogliano utilizzarla come modello da esportare. Un altro piccolo tassello verso l’obiettivo, concreto, dei rifiuti zero.

Un grazie a Marco Boschini, assessore in Comune e animatore dei “Comuni Virtuosi” e naturalmente al Sindaco e a tutto il consiglio comunale. Questo Comune di 8.875 abitanti con una RD al 70% si va ad aggiungere cosi’ ai Comuni di:

CAPANNORI (Lucca), CARBONIA (Carbonia-Iglesias), AVIANO ( Pordenone), GIFFONI SEI CASALI (Salerno), VINCHIO (Asti),

ACERRA (Napoli). Inoltre il Comune di MONSANO (Ancona) di cui è Sindaco il presidente dell’associazione Comuni Virtuosi Gianluca Fioretti è in procinto di adottare la delibera rifiuti zero. altri comuni come PORCARI (Lucca) e SERAVEZZA (Lucca) hanno iniziato il percorso per adottare formalmente “Rifiuti Zero entro il 2020″.

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IMPIANTI A BIOMASSE NELLA VALLE DEL SERCHIO “ISDE:

FALSIFICATE LE TRADUZIONI DEGLI STUDI SCIENTIFICI PER ATTESTARE LA INNOCUITA’ DEGLI INCENERITORI!”

LE ISTITUZIONI EUROPEE VOGLIONO VEDERCI CHIARO SUL CASO CAMPANIA. SU RICHIESTA DEL COMITATO DI ACERRA E DELLA RETE ITALIANA RIFIUTI ZERO IL CASO SARA’ AL VAGLIO DI UNA COMMISSIONE CHE APPOSITAMENTE SARA’ IN CAMPANIA A VAGLIARE LA SITUAZIONE: UN BEL RISULTATO OTTENUTO DA ANNI DI LOTTE DEL COMITATO E DELLA RETE NAZIONALE


AMBIENTEFUTURO NEWS, 23 OTTOBRE 2009

Ottobre 23rd, 2009 by pier felice in CIP 6, Inceneritori, Rifiuti Zero, TORCIA AL PLASMA

A BREVE PARTIRA’ IL PRIMO “PACCHETTO” DI RICHIESTE DI RIMBORSO RIVOLTO AL GSE CONTRO LA TRUFFA DEI CIP 6…e altri importanti aggiornamenti all’interno della NEWS