Agosto 28th, 2014 da pier felice in Rifiuti Zero


Vogliamo “Trashed” in prima serata

Agosto 23rd, 2014 da pier felice in Rifiuti Zero

Il 23 LUGLIO 2014 alle 23:50 è andato in onda su Rai 3 un bellissimo e coraggioso documentario: Trashed. Firmiamo tutti perchè la RAI lo trasmetta in prima serata!

Superate le 9000 firme!


Agosto 23rd, 2014 da pier felice in Rifiuti Zero


Agosto 9th, 2014 da pier felice in Rifiuti Zero


Agosto 4th, 2014 da pier felice in Rifiuti Zero

Rossano Ercolini risponde alle “provocazioni” della presidente di ATIA-ISWA ITALIA

Alla c.a. del Dr. Andrea Vianello, Direttore RAI 3

p.c. al Dr. Luigi Gubitosi, DG RAI

p.c. alla D.ssa Anna Maria Tarantola, Presidente RAI

Gentile Dott. Andrea Vianello,

La reazione scomposta della presidente di ISWA Italia, Paola Muraro di fronte ad un fatto di “normale informazione” proposto da RAI 3 che ha ritenuto di programmare la visione del film-documentario TRASHED (premiato tra l’altro da CINEAMBIENTE TORINO 2013) ripropone il “riflesso condizionato” soprattutto di questa associazione che è quello di difendere le “ragioni sindacali” dei “fabbricanti e gestori di inceneritori”.

Anzichè mettere in luce tutte le gravi “criticità” dei processi di smaltimento (compresi quelli con recupero di energia che comunque ricadono per la normativa europea dentro questa tipologia) per enfatizzare l’attuazione delle buone pratiche di raccolta differenziata porta a porta finalizzata a riciclo/compostaggio, di riparazione/riuso e soprattutto di graduale “exit strategy” dal modello usa e getta si “indigna” perchè il film (visto da centinaia di migliaia di italiani e “sponsorizzato” da Zero Waste Italy per il coraggio culturale e l’indipendenza di giudizio) si atteggia a “difensore d’ufficio” della lobby dell’incenerimento.

Intanto: la RAI 3 ha fatto bene (grazie dirigenza) a “passare” questo “documento” in quanto, comunque “registrazione” di una diffusa preoccupazione da parte della opinione pubblica circa TUTTE LE GESTIONI DEI RIFIUTI INCENTRATE SUGLI SMALTIMENTI (in discarica o/e negli inceneritori). Saranno poi gli spettatori a formulare le loro “conclusioni”.

Per anni abbiamo assistito impotenti alla deformazione informativa tutta sbilanciata a favore della “truffa” della “termovalorizzazione” (che non esiste nei dettati normativi europei e nazionali ma che è stata inventata dalle “public relations” delle lobbys dell’incenerimento (ricordate Piero Angela con Quark schiacciato a favore degli inceneritori e peggio ancora Veronesi a “Che tempo che fa” ?).

Ora che gli inceneritori di TUTTA EUROPA sono in crisi per effetto della diffusione delle buone pratiche (anche in Italia e in…Danimarca!) non stupisce che la “loro” rappresentanza li difenda per “partito preso”. E dire che ISWA international ed Italia cerca di “accreditarsi” come sostenitrice di “zero waste…in discarica” con lo scopo malcelato di favorire l’altra forma di smaltimento : l’incenerimento. E il tutto senza dire che comunque gli inceneritori necessitano comunque di ben 2 tipi di discariche: una per le ceneri del forno ed una per le tossiche ceneri del camino. Non a caso TRASHED fa vedere tra l’altro la lotta oltre che contro le discariche per rifiuti “tal quali” (in Libano ed in Indonesia) anche di un gruppo di cittadini inglesi contro una micidiale discarica per ceneri.

Nel merito la presidente di ISWA Italia che si scaglia contro la strategia rifiuti zero (eppure abbiamo detto che la sua associazione “scimmiotta” la freseologia degli “zero waster” (forse per esigenze di marketig?) ed anzi a più riprese noi “vituperati” siamo stati oggetto di ripetuti inviti ai suoi “ambigui” convegni” per un’ancronistica “sviolinata” a favore dei “malmessi” inceneritori (anche la Danimarca ha definito una graduale “exit strategy dall’incenerimento”!) approccia in modo approssimativo alcuni argomenti.

1-gli inceneritori non sarebbero più un pericolo sanitario rilevante;

2-la strategia rifiuti zero non sarebbe credibile nè a livello internazionale che nazionale/europeo

Sul primo argomento addirittura vorrebbe “crocifiggere” l’ex presidente mondiale di ISDE Vivyen Howard uno stimatissimo scienziato che correttamente afferma che gli inceneritori sarebbero i principali responsabili fino ad oggi delle micidiali diossine. Si controdeduce che dal 2001 le diossine non sono più causate per l’80% dalle combustioni di rifiuti (impianti per RSU, per rifiuti ospedaliere e per “biomasse trattate”) ma anche e soprattutto da altre fonti.

Howard non entra nel dettaglio della evoluzione degli “inventari” ma fa una affermazione che riguarda almeno fino al 1994 che MOSTRA in tutti i paesi industrializzati che l’incenerimento dei rifiuti valeva complessivamente molto vicino a questa percentuale. E’ vero che con l’evolversi normativa adesso l’incenerimento (vedi dati USA e della Germania) è divenuta la SECONDA FONTE DI DIOSSINA (dopo la lavorazione dei metalli: ricordiamoci dell’ILLVA DI TARANTO!) ma è da considerarsi sempre una notevole preoccupazione sanitaria.

E questo senza sottovalutare il crimine della combustione all’aperto dei rifiuti (la triste “Terra dei Fuochi”) e/o delle discariche per rifiuti “tal quali” (come quello operato fino a pochi mesi fa dal gestore della discarica di Malagrotta…ma potremmo anche aggiungere di Peccioli in Toscana e di molti altri casi in Italia nel silenzio di ISWA!).

La presidente invece CI DICA DOVE VANNO LE CENERI TOSSICHE derivanti dalla combustione dei rifiuti operata dagli inceneritori italiani che nessuno sa dove finiscano (che rappresentano circa il 30% dei rifiuti bruciati) che in Germania finiscono nelle miniere di salgemma e in Danimarca invece …in Norvegia con buona pace della ipocrisia “rifiuti zero in discarica”;

Su San Francisco e sulla pretesa “velleità” di Rifiuti Zero: intanto semmai è la (ex) inceneritorista Danimarca che produce la più alta quota procapite di rifiuti in Europa (con oltre 700 kg) seguita a ruota dalla non proprio cosi’ “virtuosa” Olanda che vi è vicino.San Francisco al 2012 toglieva ben 82% dallo smaltimento (includendo i rifiuti da demolizione edilizia palesando un sistema diverso di contabilizzazione dei flussi rispetto a quello europeo che separa i rifiuti solidi urbani da quelli “speciali”).

Se in Italia si dovesse includere il flusso della “demolizione” avremmo quote che arrivano a 1000 kg procapite! Personalmente sono stato a San Francisco ed oltre ad aver visto all’opera la raccolta porta a porta dei “magnifici tre” e cioè con tre contenitori (uno per l’organico, uno per il “secco” compresa la carta oltre a vetro, plastica e metalli, uno per il “residuo” non riciclabile) negli alberghi, nei ristoranti (ottimo è il training verso cuochi e camerieri perchè separino lo scarto organico) e nelle residenze ho avuto modo di visitare l’impianto RECOLOGY che impiega oltre 200 addetti nel separare i materiali secchi con una capacità “performativa” notevole abbinando selezione manuale (ben protetta per i lavoratori) con i set di “lettori ottici”.

Ma forse la signora presidente dovrebbe guardare ai casi italiani: che dire del Veneto che fa praticamente a meno degli inceneritori con risultati eccellenti nelle raccolte differenziate e nella riduzione dei rifiuti? Che dire di realtà come per esempio nella piana di Lucca e dell’empolese Val D’Elsa (rispettivamente 80.000 e 220000 abitanti) dove senza gli inceneritori si gestisce praticamente il 90% del rifiuto in sicurezza dando molti posti di lavoro e a costi molto più bassi di dove si trovano comuni con gli inceneritori ( a Parma una tonnellata da bruciare costa oltre 150 euro! Ed ora che la città ha raggiunto il 70% con il porta a porta l’inceneritore brucia solo per una potenzialità di circa il 40%).

Capannori, poi, attuale meta di delegazioni da tutta Italia ed Europa che destino avrebbe avuto se la comunità non opponendosi avesse fatto realizzare gli inceneritori della Regione Toscana (ricordarsi di quando nel 2008 la magistratura ha poi fatto chiudere l’inceneritore di Pietrasanta perchè falsificava i dati? Altro che affidarsi agli inceneritori e al “sistema integrato”?

E’ stato il non ancora sostituito commissario all’ambiente dell’UE a dire che RIFIUTI ZERO E’ POSSIBILE ED AUSPICABILE…proprio nel momento in cui il complesso “governo europeo” sta affermando PER MOTIVI ECONOMICI che nel “cassonetto c’è una miniera urbana” (il famoso “urban mining” da applicare al tempo della “scarsità conclamata delle risorse”). Evidentemente prima l’incenerimento era IMPOPOLARE solo per le comunità per motivi soprattutto sanitari ed ambientali. Oggi diventa impopolare anche per motivi economici visto che si “brucia” risorse dall’elevato valore economico, occupazionale e di mercato.

GRAZIE RAI PER AVER FATTO DAVVERO “SERVIZIO PUBBLICO”. LE LOBBY UNA VOLTA TANTO STIANO AL LORO POSTO!

Rossano Ercolini, presidente di Zero Waste Europe, vincitore del Goldman Environmental Prize 2013


Luglio 21st, 2014 da pier felice in Inceneritori, Rifiuti Zero

 

 

 

 

 

 

 


Luglio 13th, 2014 da pier felice in Inceneritori, Rifiuti Zero


Luglio 8th, 2014 da pier felice in Inceneritori, Rifiuti Zero, TORCIA AL PLASMA


Luglio 8th, 2014 da pier felice in Inceneritori, Rifiuti Zero, TORCIA AL PLASMA


Giugno 24th, 2014 da pier felice in Rifiuti Zero

2-programma-sabato-5-luglio-2014

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