Giugno 21st, 2013 Archivio

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Giugno 21st, 2013 by pier felice in Rifiuti Zero

IL COMUNE DI CAMAIORE (LU-32092 abitanti) ADOTTA LA DELIBERA RIFIUTI ZERO PORTANDO A 134 I COMUNI ZERO WASTE. COSI’ LA PROVINCIA DI LUCCA DOVE ANCHE I DUE INCENERITORI ESISTENTI SONO STATI SPENTI SI CONFERMA QUALE “CULLA DEL MOVIMENTO ITALIANO RIFIUTI ZERO” CON 10 COMUNI ORMAI ADERENTI FORMALMENTE A QUESTA STRATEGIA RAPPRESENTANDO I 2/3 DELLA POPOLAZIONE (250.000 abitanti su circa 320.000). E’ UNA BELLA SODDISFAZIONE VEDERE CRESCERE UN PROGETTO CHE PARTITO NEL 1996 QUANDO VENNE PROMOSSO IL MOVIMENTO “NON BRUCIAMOCI IL FUTURO” SU SCALA PROVINCIALE SI E’ TRASFORMATO OGGI IN UNA REALTA’ VINCENTE CHE PARTITA DAL BASSO HA TRASCINATO I COMUNI. RIFIUTI ZERO NON E’ UN MOVIMENTO DI “NICCHIA” CON VOCAZIONE MINORITARIA MA UNA RIVOLUZIONE IN CORSO IN GRADO DI CONQUISTARE LA MAGGIORANZA DELLE COMUNITA’. E LA RIVOLUZIONE…PROMETTE A BREVE ANCHE ALTRI ULTERIORI SUCCESSI. CHI L’HA DETTO CHE LA RIVOLUZIONE E’ PER I “PERDENTI”?

Rossano ercolini (presidente di Ambiente e Futuro)


RAPPORTO ISPRA RIFIUTI URBANI 2013: CALANO I RIFIUTI E GLI INCENERITORI, CRESCONO LE BUONE PRATICHE

Giugno 21st, 2013 by pier felice in Inceneritori, Rifiuti Zero
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Francamente sarebbe bene che ISPRA fosse più sintetica nel descrivere i trends della gestione dei rifiuti. Siccome ciò che c’è da dire lo dicono le cifre occorrerebbe far parlare quelle anzichè riempire di diagrammi e di commenti peraltro semplificatori (i rifiuti a sentire ISPRA calerebbero solo per effetto della crisi). Ed ecco le cifre..appunto: i rifiuti calano (rispetto al 2010) del 7,7% scendendo al di sotto dei 30.000.000 di tonnellate. E’ come se una intera regione della dimensione della Toscana avesse azzerato i rifiuti! Questi calano di 2.500.000 tonnellate ritornando a livelli di 10 anni fa. Certamente la crisi ha il suo peso in questo ma anche la buone pratiche del porta a porta, della tariffazione puntuale e delle iniziative volte ad azzerare i rifiuti riducendoli alla fonte cominciano a lasciare il segno.
Infatti la RD arriva ormai al 40% (39,9%) e nel nord supera il 50% con punte (Veneto, Friuli e Trentino AA) oltre il 62%. Ma forse le performance più efficaci arrivano da regioni come la Sardegna, Le Marche e dalla vituperata Campania. Nelle prime due si sfiora o si va oltre il 50% mentre nella popolosissima Campania province come Salerno, Benevento, Avellino e la stessa provincia di Napoli portano ad un buon 41,5% il risultato denotando un dinamismo che vede nelle pressioni della cittadinanza il motore principale. I quadri più stagnanti li osserviamo nel Lazio, in Toscana e in Liguria. Qualche segnale anche dalla Calabria (che pure è in una crisi della gestione dei rifiuti spaventosa)  e dalla Sicilia che seppure a (poche) macchie di leopardo cominciano ad esprimere delle “eccellenze”. Nello smaltimento calano le discariche (40% è lo smaltimento che ancora vi finisce ma ormai sotto nettamente la fatidica soglia del 50%) E GLI INCENERITORI (-3,9%) lasciando sul tappeto quello che fu l’aggressiva pretesa della truffa della “termovalorizzazione”. Gli inceneritori dichiarati attivi scendono a 45 (ma tale cifra è discutibile perchè nel computo vengono considerati anche 3 inceneritori toscani che sono ormai chiusi). Per la prima volta tornano sotto la soglia dei 50 e se non fosse per i 13 messi a segno alla fine degli anni ‘90 in Lombardia rischierebbero di apparire per quello che sono: una tecnologia residuale ancora più obsoleta a fronte della crisi dell’inciviltà dell’usa e getta. Certo, lo ripetiamo: la battaglia è tuttaltro che vinta e le “Stalingrado” di Firenze, Parma, Torino a cui va aggiunta la foggiana Borgo Tressanti dell’inceneritore Marcegaglia sono li’ a testimoniarlo. Ma che la “trippa” stia scarseggiando è ormai evidente. Se a tutto ciò aggiungiamo che i trend dell’anno in corso confermano riduzioni di un altro 4% (anche se il dato è ovviamente provvisorio) nella produzione dei rifiuti capiamo perchè il partito trasversale dell’incenerimento stia dando segni di aggressivo nervosismo come in Toscana e nelle “Stalingrado” di cui sopra. Il prossimo anno ci attendiamo che decollino in modo irreversibile le RD nel Centro e nel sud a partire dall’importante comune di Napoli che rappresentano le cartine di tornasole di questo durissimo braccio di ferro fra lobbies dell’incenerimento (e dei cementieri/pirogassificatori vari) e il movimento italiano Rifiuti Zero (Spreco Zero). Avanti allora con le vertenze locali, con i comuni/comunità rifiuti zero, con la racolta di firme per la proposta di legge di iniziativa popolare detta “legge rifiuti zero”.
Rossano Ercolini-presidente ZW Europe