Spento l’inceneritore di Lavello/Melfi in Basilicata (costruito dalla FIAT nel 2000 attraverso un ricatto occupazionale per bruciare car fluff). Operati diversi arresti di dirigenti ARPAB in quanto avrebbero omesso di segnalare il persistente inquinamento delle falde acquifere provocate dall’nceneritore. Sulla scorta della mobilitazione del Comitato Diritto alla Salute il “famigerato” inceneritore denominato FENICE ha chiuso i battenti perchè la magistratura è intervenuta a seguito di campagne di monitoraggio che hanno rivelato inquinamenti dal 2002. La Rete Nazionale Rifiuti Zero esprime grande soddisfazione perchè sono già tre gli ”impianti esistenti” ora spenti: due in provincia di Lucca (il cui consiglio provinciale all’unanimità ha votato per non avere più impianti di incenerimento aderendo al percorso verso rifiuti zero) a Pietrasanta (impianto VEOLIA), a Castelnuovo Garfagnana ed adesso a Melfi. Questi risultati ottenuti dimostrano che contro la truffa dell’incenerimento si può vincere. E si può vincere non solo battendo impianti progettati (e non ancora realizzati) ma addirittura contro impianti funzionanti (o malfunzionanti) che nel passato è stato più difficile sconfiggere. A quando e dove il prossimo INCENERITORE SPENTO?
Rossano Ercolini
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