Inceneritori Categoria
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Ottobre 27th, 2012 by pier felice in Inceneritori, Rifiuti Zero, TORCIA AL PLASMANEWS
Ottobre 25th, 2012 by pier felice in Inceneritori, Rifiuti ZeroNEWS
Ottobre 14th, 2012 by pier felice in Inceneritori, Rifiuti Zero, TORCIA AL PLASMAAncora vari appuntamenti della campagna nazionale promossa da Ambiente e Futuro insieme a Paul Connett e a molti gruppi e movimenti locali. Dopo la volta della provincia di Milano dove un vasto arco di soggetti ha promosso per il 14 e per 15 appuntamenti a Sesto San Giovanni e Milano è LA VOLTA DI TERNI dove la provincia tenta sciaguratamente di riattivare un inceneritore chiuso da due anni perchè avvelenava. La Rete Nazionale Rifiuti Zero e Zero Waste Italy sono a fianco dei movimenti e dei comitati della provincia di Terni. E’ anche questo il motivo per cui Paul Connett sarà all’appuntamento di cui sotto.
Rossano Ercolini
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Ottobre 9th, 2012 by pier felice in Inceneritori, Rifiuti ZeroIn vista dell’assemblea nazionale del 13 a Capannori continua la corsa dei comuni verso rifiuti zero:
aderiscono:
il COMUNE DI LUCCA (ab.84.939)
COMUNE DI BAGNI DI LUCCA (ab.6.528)
COMUNE DI LEVANTO (SP-ab.5592)
COMUNE DI NARNI (TERNI-ab.20.331)
COMUNE DI MONTEROTONDO (ROMA - ab.39.588)
Adesso la popolazione coinvolta ammonta a 2.639.978 abitanti
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Ottobre 6th, 2012 by pier felice in Inceneritori, Rifiuti ZeroNEWS
Settembre 18th, 2012 by pier felice in Inceneritori, Pace & Solidariet, Rifiuti Zero, ViabilitàNEWS
Agosto 10th, 2012 by pier felice in Inceneritori, Rifiuti Zero
MONTI-CLINI- BERSANI E DECRETO 6/07/2012: COSA NON FANNO PER SALVARE LA LOBBY DELL’INCENERIMENTO E L’INDUSTRIA SPORCA!
Mentre l’UE parla ormai chiaramente di “messa al bando” di discariche ed inceneritori il “Governo dei professori” e il pasdaran Bersani (ma Renzi non è certo da meno!) non trovano di meglio che racimolare soldi dalle bollette elettriche pagate dai cittadini per ELARGIRLE ALL’INCENERIMENTO IN TUTTE LE SUE FORME (dalla “combustione dedicata” a quella in impianti quali cementifici,”centrali ibride”, e di combustione di “biomasse”).
Certo, adesso la “trippa” diminuisce per effetto della crisi ( tendenzialmente gli incentivi diminuiscono rispetto ai “certificati verdi” per circa il 30% introducendo le “aste al ribasso”- sono lontani i tempi dei CIP6 - ripristinato però per l’inceneritore di ACERRA) ma è gravissimo che si facciano BLITZ SQUALLIDI DEL GENERE per racimolare un po’ di “contante” a favore NON DELLE ENERGIE RINNOVABILI (occorre nel prossimo immediato togliere qualsiasi norma giuridica che incentivi le COMBUSTIONI compresi i “piccoli” impianti a biomasse) ma della lobby in crisi dell’industria sporca ed assistita dell’incenerimento.
Non entriamo qui nei dettagli della nuova normativa MA ESSA APPARE IMMEDIATAMENTE DIFFORME DAL DETTATO EUROPEO IN QUANTO SI PREVEDE CHE POSSA CONCORRERE ALLA DETERMINAZIONE E CALCOLO DEGLI INCENTIVI (in quota parte del 30-40%) LA STESSA COMBUSTIONE DELLE PLASTICHE E DI UNA VASTA GAMMA DI RIFIUTI INDUSTRIALI ( dagli scarti delle cartiere, a vernici e solventi, pneumatici ecc) ESTRANEI PALESEMENTE AL NOVERO DI “RIFIUTO BIODEGRADABILE” O DI “ORIGINE BIOGENICA”.
L’ASSOCIAZIONE DIRITTO AL FUTURO CHE HA PORTATO IL GSE ED ENEL IN TRIBUNALE NELLE VERTENZE PILOTA DI TORINO E DI NOLA (PER IL CASO DELL’INCENERITORE DI ACERRA) VEDE PURTROPPO RAFFORZATE LE PROPRIE RAGIONI ED INVITA A RINNOVARE LA MOBILITAZIONE CONTRO LA TRUFFA DEI SUSSIDI ALL’INCENERIMENTO. Nello steso tempo Diritto al Futuro DENUNCIA LA ANACRONISTICA VOLONTA’ POLITICA DEL “GOVERNO TECNICO” (tecnico de chè?!) di contrapposizione non solo rispetto ai nuovi “drivers” europei ma anche rispetto alle normative comunitarie in materia. Certo, non basteranno queste “elargizioni” all’industria sporca (d’altronde da quale parte sta il Governo lo sta dimostrando sulla VICENDA TRAGICA DELL’ILVA) per salvare “i ladri di salute, di ambiente, di sana economia dal riuso/riciclaggio e di futuro” a patto però di contrastare questo tentativo non solo sul piano dei “NO” ma soprattutto spingendo CONCRETE INIZIATIVE A FAVORE DI UNA CRESCENTE DIFFUSIONE DELLA STRATEGIA RIFIUTI ZERO basata sulla riduzione/riutilizzo/riciclaggio/riprogettazione.
Per Diritto al Futuro
Rossano Ercolini
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UNA STORIA DAVVERO INTERESSANTE ESEMPIO DI RESPONSABILITA’ SOCIALE D’IMPRESA: LA DISMECO DI MARZABOTTO (BO) RICONVERTE UN SITO INDUSTRIALE DISMESSO SMONTANDO LAVATRICI E RAEE.
E’ COSI’ CHE SI FA.
Non è una fiaba ma è un concreto progetto economico al lavoro costato 10 milioni di euro interamente privati che da’ lavoro ad oltre 30 lavoratori. Succede dal novembre 2011 quando nella cartiera ex Burgo in cui si voleva realizzare una contestatissima centrale turbogas il gruppo DISMECO SRL guidato da Claudio Tedeschi decide di acquistare 45000 mq che ristruttura rispettando al millimetro l’archeologia industriale del sito. IL PROGETTO VIENE DENOMINATO BORGO ECOLOGICO D’EUROPA e consiste in un moderno assemblaggio di tecnologie per lo smontaggio di 500 lavatrici al giorno recuperando fino al 98% dei materiali contenuti negli elettrodomestici. A differenza di altri sistemi che triturano il tutto il sistema DISMECO deassembla e solo alla fine tritura arrivando a separare le parti funzionali e tutti i metalli (rame, alluminio, acciaio, plastiche, ferro ecc). Non solo: adesso la produzione si sta allargando al recupero dei monitor e delle lampade fluorescenti ed anche grazie a particolari macchinari svedesi prodotti sulla base di studi condotti dalla Università di Goteborg si è ormai in grado di recuperare le cosidette “TERRE RARE” (elementi chimici come l’oro e il platino contenuti nelle schede di computer e cellulari) che fino ad adesso erano recuperabili con solventi tossici.
Di più: Il BORGO ECOLOGICO possiede tetti fotovoltaici in grado di produrre 1 MW anno e strutture didattiche che spiegano alle scuole le attività di recupero.
Gli addetti impiegati il cui numero sta per raggiungere oltre le 40 unità sono stati riassunti da attività industriali dismesse.
QUESTA E’ UNA BUONA PRATICA CHE TESTIMONIA LA CONCRETEZZA DEI NUOVI DRIVERS EUROPEI CHE PUNTANO AL MASSIMO RICICLAGGIO INDIVIDUANDO NEGLI SCARTI UNA VERA E PROPRIA MINIERA URBANA. E pensare che ci sono degli amministratori “preistorici” che puntano ancora sul distruggere i rifiuti bruciandoli. SONO SEMPRE ALL’ETA’ DEL FUMO! Digli di smettere.
A cura di Rossano Ercolini del Centro di Ricerca RZ del comune di Capannori
NUOVO TOUR ITALIANO DI PAUL CONNETT DAL 16 AL 30 SETTEMBRE
Giugno 13th, 2012 by pier felice in Inceneritori, Rifiuti Zero
Le tappe già previste:
Capannori, Lucca, Firenze, Napoli, Benevento, Taormina, Palermo, Roma
organizzano: Ambiente Futuro, Centro Ricerca Rifiuti Zero del comune di Capannori, Zero Waste Italy
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Maggio 28th, 2012 by pier felice in Inceneritori, Rifiuti Zero, TORCIA AL PLASMAFACCIAMO IL PUNTO ZERO
E’ più di 15 anni che in Italia il movimento Non bruciamoci il Futuro sta macinando iniziative a tutti i livelli. Dal 2001 questo movimento prima NOINC si è trasformato in Movimento Rifiuti Zero dando vita, a partire dal 2004, alla “Rete Nazionale Rifiuti Zero”. Erano quelli gli anni del lancio virulento della “termovalorizzazione” che nelle intenzioni dei Governi nazionali avrebbe dovuto arrivare a trattare circa il 30% del totale dei rifiuti italiani. Si erano previsti almeno 50 nuovi impianti e molti di più erano in realtà “pianificati” dalle province e dalle regioni. Ad oggi possiamo dire che non solo la “trappola” della “termovalorizzazione” non è passata ma che ormai è stata in larga parte sconfitta.
Lo possiamo dire, ovviamente senza che questo debba significare sottovalutazione di ciò che resta di quell’imbroglio, in base a dati eclatanti: i 4 inceneritori di Cuffaro sconfitti in Sicilia, i 2 inceneritori esistenti della provincia di Lucca con il caso clamoroso dell’inceneritore di Pietrasanta di Veolia “beccato” mentre “taroccava” i dati (all’epoca la gestione era ancora di TEV) chiusi definitivamente, l’inceneritore di Messina “sprangato” perché privo di recupero energetico, l’inceneritore di Scarlino chiuso dal TAR e recentemente l’impianto Marcegaglia di Modugno sconfitto definitivamente, l’inceneritore chiuso di Reggio Emilia perché “inutile” alla luce dei risultati delle RD, la chiusura (anche se formalmente provvisoria) del Gassificatore di Malagrotta ma soprattutto il risultato delle elezioni di PARMA che sbarra la strada all’inceneritore ENIA dimostrano che gli inceneritori in Italia non sono riusciti a passare. Ormai gli impianti di incenerimento (riferiti agli RSU) si sono ridotti al di sotto del numero dei 50 e il loro numero è destinato a diminuire perché molti di essi dovrebbero essere sottoposti a revamping costosissimi (Vercelli, Pisa).
Naturalmente abbiamo subìto anche delle sconfitte la più cocente delle quali ad ACERRA dove il megampianto è riuscito a partire. Nel contempo alcuni raddoppi sono stati realizzati a Forlì, Ferrara, Modena ma anche in queste situazioni la situazione può essere ancora rovesciata dai movimenti locali. Infatti alcuni fattori hanno giocato a sfavore di questi impianti di “industria sporca“: non solo la loro percepita impopolarità ma anche il venir meno degli incentivi dei CIP6 e dei “certificati verdi” che hanno posto in difficoltà l’industria “assistita” del settore che trovandosi priva di fatto dei sussidi (anche se questi impianti “godono” ancora di incentivi per bruciare la parte biodegradabile dei RSU-incentivi comunque meno consistenti dei precedenti) arranca pur mantenendo alti livelli di scontro.
Anche l’effetto collaterale della crisi che riduce via via i consumi e quindi i rifiuti sta avendo risultati devastanti per chi per realizzare nuovi impianti prevedeva aumenti esponenziali degli scarti. Altro fattore macroscopico che ha sbarrato la strada all’incenerimento è stato il diffondersi delle buone pratiche di riduzione e di rd che ha assunto un ruolo ancor più detonante con il moltiplicarsi dei comuni “Rifiuti Zero” a partire dalla “visibilità” assunta dal comune capofila di questo percorso: CAPANNORI. La stessa crisi di Napoli non certo ancora risolta ma a cui ha corrisposto una energica “rivolta civile” ed amministrativa ha contribuito ad aprire nuovi spazi impensabili agli inizi degli anni 2000.
Certo, rimangono conflitti locali molto forti dall’esito ancora incerto come a FIRENZE, a TORINO, a MASSAFRA (TA) ad ALBANO (RM) ed in altre parti d’Italia (Trento, Genova ecc.) ma qui, come si suol dire ce la giochiamo anche alla luce dei nuovi “venti” che spirano dall’Europa. Infatti è questo un nuovo fattore che può fare la differenza per chiudere la partita con la “termovalorizzazione” e con il “partito trasversale” che ha fatto “carte false” per sostenerla. L’Europa, a ritmo incalzante e soprattutto per effetto della crisi sta premendo (vedi risoluzione dell’Europarlamento del 20 aprile e ancor più recenti documenti) per vietare entro il 2020 la combustione (e la messa in discarica) di tutto ciò che negli scarti é riciclabile e compostabile (questo di fatto è una sorta di messa al bando seppur graduale dell’incenerimento).
La svolta è maturata per motivi economici visto l’impennata dei prezzi di metalli, dei polimeri e dei materiali cartacei di cui pur in un quadro di prevedibili fluttuazioni appare destinata ad attestarsi sul medio e lungo periodo. L’Europa sta capendo che gli scarti costituiscono una sorta di “miniera urbana” a cui viene riconosciuta la potenzialità attraverso lo sviluppo di un’industria del riciclo, di volano per l’uscita dalla crisi e ragione di milioni di posti di lavoro. Non è un caso che lo stesso governo danese cominci a parlare un linguaggio autocritico per aver forse esagerato arrivando ad incenerire circa il 65% dei propri rifiuti.
A questa svolta che potrebbe essere decisiva hanno però lavorato anche le battaglie nazionali ed internazionali del movimento Zero Waste che ha trovato in Italia terreno fertile portando al momento (ma questi dati sono destinati a crescere) oltre due milioni di cittadini italiani ad essere operativamente coinvolti in questo percorso attraverso l’adesione formale di circa 80 comuni a questa strategia che come detto si è andata ad innestare ad una diffusa rete di buone pratiche (provincia di Treviso, Novara poi Salerno) radicate ormai fino in Sardegna, Puglia, Calabria e Sicilia.
Il movimento italiano Rifiuti Zero non è più quello che si costituì nel 2004 ad Acerra. Non è fatto solo da Comitati ed associazioni. Esso è portato avanti in prima persona da Comuni e da Associazioni nazionali come ANPAS che non a caso stanno strutturandosi nell’associazione nazionale delle comunità verso Rifiuti Zero. Questo non vuol dire affatto che sia esaurito il ruolo “pionieristico” della Rete Nazionale Rifiuti Zero dal quale almeno largamente deriva la crescita del ruolo dello Zero Waste in Italia e dei Comitati ed Associazioni locali dei cittadini il cui ruolo rimane importantissimo. Vuol dire che bisogna però prendere atto di una fase nuova enormemente più ricca in cui tante battaglie sono state vinte ed in cui parlare un linguaggio propositivo (senza per questo dismettere il sacrosanto esercizio del “conflitto”) diventa necessario per attrarre ulteriormente settori sociali, economici ed amministrativi.
Un ruolo determinante nell’aprire questa fase l’hanno esercitato il carattere internazionale di Rifiuti Zero che con il prof. PAUL CONNETT chiamato frequentemente in Italia dall’ass. Ambiente e Futuro ha portato quasi in tempo reale nelle situazioni locali più “sperdute” i messaggi globali derivanti da nuove acquisizioni e “brucianti” informazioni legate a “vittorie” e/o risultati raggiunti nelle più disparate parti del pianeta a cui le battaglie italiane (grazie anche al ruolo di GAIA-Global Alliance for Incinerators Alternatives e di ZWIA-Zero Waste Alliance) sono state spessissimo connesse (basti pensare all’incontro internazionale di ZWIA proprio a Napoli nel 2009).
La stessa pubblicazione del libro “Rifiuti Zero: una rivoluzione in corso” (Ed. Dissensi) sigilla e fotografa quanto fatto e quanto ancora da fare. Adesso, detto in termini sintetici, occorre puntare a coinvolgere la responsabilità estesa dei produttori. Occorre costringere le imprese a farsi sempre più carico della insostenibilità del monouso e di molti loro prodotti (vedi l’esempio eclatante delle capsule del caffè sollevato dal Centro di Ricerca Rifiuti Zero del comune di Capannori) perché se le RD più la riparazione/riuso possono portare in poco tempo a meno del 25% gli scarti residui da trattare (comunque senza nessun trattamento termico compreso i cementifici e “camuffate” centrali a biomasse) questi devono essere messi in carico a chi li ha prodotti iniziando una riprogettazione delle merci immesse sul mercato dei consumi.
E’ bello esser riusciti a spingere la palla fino qui… Altri goal ci attendono. La Zero Waste Italy insieme a tutti coloro che vogliono esser parte di questa “storia salita dalle comunità” lavora per questo.
ZERO WASTE ITALY - Rossano Ercolini, Patrizia Lo Sciuto
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REPORT SULLA FORMAZIONE RIFIUTI ZERO A CAPANNORI
Maggio 20th, 2012 by pier felice in Inceneritori, Rifiuti Zero
COMUNICATO STAMPA del 20.05.2012
Si è svolto a Capannori (LU) dal 18 al 20 maggio il primo corso nazionale di formazione sui “Rifiuti Zero”. Hanno partecipato settantacinque iscritti provenienti da tutta Italia. Il corso è stato organizzato dal Centro di Ricerca Rifiuti Zero, da Zero Waste Italy con il patrocinio di Anpas ed ha visto la partecipazione, in qualità di formatori alcuni membri del comitato scientifico del Centro Ricerca Rifiuti Zero presieduto da Paul Connett e coordinato da Enzo Favoino. Il corso si è articolato approfondendo i “Dieci passi verso Rifiuti Zero” avvalendosi d’interventi di molti esperti quali Rossano Ercolini coordinatore del progetto Passi concreti verso Rifiuti Zero, Patrizia Lo Sciuto di Zero Waste Italy, Mario Santi consulente per il Comune di Capannori per la riduzione dei rifiuti, Andrea Nervi di Ecobimbi, Pietro Angelini di Effecorta, Antonino Esposito e Sergio Gargiulo dell’associazione Albergatori di Capri, Camilla Piccinini del Centro di Ricerca Rifiuti Zero di Capannori, Amina Santi in servizio civile presso il Centro Riuso di Capannori, Umberto Gianolio della cooperativa E.R.I.C.A e Simone Tomei dei Movimento Ecosportivo. Sono inoltre intervenuti i rappresentanti di Ecocapsula che hanno illustrato i vantaggi concernenti, il riutilizzo delle capsule ricaricabili per il caffè. Max Strada collaboratore del Centro di Ricerca Rifiuti Zero di Capannori ha presentato il caso studio dell’inceneritore Veolia di Pietrasanta definitivamente chiuso, richiamando esperienza alla mano, la contrapposizione tra incenerimento e avvio delle buone pratiche Rifiuti Zero. Inoltre Alessandro Bianchi di ASCIT, il gestore dei rifiuti della Piana di Lucca, ha dettagliato le problematiche relative all’ applicazione della TIA puntuale nel Comune di Capannori. In fine l’ass.re all’Ambiente Alessio Ciacci, ha portato il suo pieno sostegno al progetto Passi concreti verso Rifiuti Zero.
All’incontro hanno partecipato semplici cittadini, rappresentanti di associazioni di cittadinanza attiva, consulenti legali di amministrazioni pubbliche, rappresentanti di ATO, numerose delegazioni di amministrazioni comunali che già stanno adottando la strategia Rifiuti Zero o che hanno intenzione di adottare e responsabili di uffici comunali.
L’energia presente nell’incontro e le novità emergenti dai nuovi indirizzi europei in merito alle priorità del riciclo - che sta culminando perfino in un’autocritica del governo danese per l’ ‘eccessivo’ ricorso all’incenerimento dei rifiuti - ci dicono che si stanno mettendo in evidenza in Italia e in Europa inedite opportunità per una sinergia tra la strategia Rifiuti Zero, prevenzione dei rifiuti, riciclo ed economia.
Centro di Ricerca Rifiuti Zero del Comune di Capannori
Zero Waste Italy
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ECCO LE PRESENTAZIONI:
paul-connett-capannorimay192012
rossano-ercolini-presentazione-vorno-centro-ricerca
rossano-ercolini-presentazione-2
pietro-angelini-effecorta-progetto-sostenibililta
enzo-favoino-presentazione-19-maggio-2012-corso-formatori
enzo-favoino-presentazione-19-maggio-2012-corso-formator-2
formazione-rz_patrizia_lo_sciuto_19
san-sebastian_patrizia_lo_sciuto
amina-santi-centro-di-riuso-capannori
mario-santi-capannori-19-maggio-10-passi-verso-rifiuti-zero
umberto-gianolio-presentazione-tariffa
camilla-piccinini_pres-maggio_light
skypecall













